Euribor negativo

L’Euribor negativo è il parametro di indicizzazione dei mutui a tasso variabile quando si trova sotto la soglia dello zero. L’Euribor è negativo dai primi mesi del 2015. Da quando i tassi sono scesi sotto zero, i mutui a tasso variabile di molte famiglie indicizzati si sono alleggeriti.

Molti mutuatari stanno dunque pagando una rata più bassa. Ma non tutti. I clienti delle banche che non applicano correttamente il tasso di interesse stanno continuando a pagare la stessa rata, anche quando l’Euribor è sceso in territorio negativo. Il problema è che alcuni istituti di credito non considerano l’Euribor meno di zero, anche se il parametro è inferiore.

Molti ricorderanno l’aumento delle rate dei mutui a tasso variabile registrato nel 2008, quando i tassi di interesse raggiunsero livelli mai visti, con il picco dell’Euribor 3 mesi a 5,39.

Oggi ci troviamo nella situazione esattamente opposta.

L’Euribor è ai minimi storici. Come detto, già dai primi mesi del 2015, l’indice di riferimento dei mutui a tasso variabile è ben sotto lo zero e nonostante la discesa dei tassi, molte banche non calcolano la rata del mutuo in modo algebrico, scontando dallo spread la parte negativa del parametro. Con la conseguenza che le rate dei mutui a tasso variabile di molte famiglie non sono scese come avrebbero dovuto.

Non sono ancora serviti i richiami della Banca d’Italia i pareri dell’Associazione bancaria italiana a favore del corretto calcolo del tasso di interesse.

In particolare, Bankitalia, con una comunicazione del 3 febbraio 2016, aveva inviato una lettera alle banche in cui ha precisato di “astenersi dall’applicare clausole di tasso minimo non pubblicizzate e non incluse nel contratto”.

Questo significa che se i tassi di riferimento sono negativi, lo spread concordato nel contratto di mutuo deve partire dal valore negativo e non da zero, come correttamente calcolano tanti istituti bancari.

(Aggiornamento maggio 2020). Le banche che all’epoca non avevano calcolato correttamente il tasso hanno dovuto restituire quanto era stato pagato di troppo. Salvo il caso, naturalmente, in cui fosse previsto un tasso minimo in contratto (clausola Floor).

Gli istituti di credito, dunque, furono chiamati a verificare dove era avvenuto un calcolo errato della rata dei mutui a tasso variabile.

La conseguenza storica di quel periodo fu che tante banche corsero ai ripari prevedendo delle protezioni contrattuali per i nuovi mutui, inserendo la clausola Floor, che fissava un limite al tasso finale applicato, in modo che quest’ultimo non potesse mai essere inferiore allo spread bancario.

Approfondimento: Fai il check up del tuo mutuo

Si consiglia ai titolari di un mutuo a tasso variabile di controllare il proprio contratto, verificando prima di tutto se sia presente o meno la clausola Floor. Se non fosse indicato alcun limite minimo e si sta continuando a pagare un tasso di interesse pari allo spread, significa che la banca non sta applicando correttamente l’Euribor negativo.

In questo caso si avrebbe diritto a ricevere un rimborso di quanto è stato pagato in più. Quasi tutte le banche lo avevano già previsto all’epoca. Altre, diciamo così, hanno avuto bisogno che venisse loro ricordato. Per questi ultimi casi è possibile fare un’esplicita richiesta scritta.

Euribor negativo: come chiedere il rimborso

Il primo passo per avere il rimborso dalla banca in seguito al calcolo sbagliato dell’Euribor negativo è quello di presentare una domanda di risarcimento all’Ufficio Reclami dell’istituto presso il quale si ha il mutuo.

In fondo a questo articolo troverai una bozza che puoi prendere come modello per presentare un reclamo alla tua banca ed ottenere il rimborso dovuto.

Sul sito di ciascuna banca è possibile trovare la pagina dedicata ai reclami dove saranno presenti i contatti a cui inviare la richiesta, nonché l’indicazione su come inviare la domanda.

In assenza di una guida specifica, si può inviare una lettera di richiesta di rimborso.

Una volta inviata la domanda, la banca avrà 30 giorni di tempo per rispondere. Nel caso in cui non l’istituto non rispondesse o si rifiutasse di riconoscere il rimborso dovuto, ci si può rivolgere all’Arbitro Bancario Finanziario, che è l’organo preposto per risolvere le controversie tra le banche e i clienti.

Ecco la bozza per ottenere il rimborso dalla banca in seguito al calcolo corretto dell’Euribor negativo

Spettabile [Nome della Banca],

Oggetto: Richiesta di rimborso per la mancata applicazione del parametro di indicizzazione negativo sul mutuo N. 000 intestato a Nome Intestatario

In riferimento al mutuo in oggetto, come da comunicazione di Banca d’Italia del 3 febbraio 2016, chiedo che il tasso di interesse applicato alle rate già pagate sul mutuo a tasso variabile a me intestato venga ricalcolato sulla base dell’Euribor negativo, e non, come calcolato da Voi fino ad oggi, considerando il parametro di indicizzazione pari a zero.

Vi ricordo che nel contratto di mutuo in oggetto non si fa riferimento ad alcun tasso minimo (clausola Floor).

Pertanto chiedo la restituzione delle somme già pagate e non dovute e auspico una maggiore attenzione nel calcolo del tasso per le rate successive.

Resto in attesa di un Vostro riscontro entro 30 giorni dal ricevimento del presente reclamo. Qualora non ricevessi alcuna Vostra comunicazione, o non soddisfacente, sarò costretto a rivolgermi all’Arbitro bancario finanziario.

Cordiali saluti,

Allegati:
Carta di identità e codice fiscale del richiedente.